Enel cambia logo: rebranding sì o no?

Cambio di look e visual identity all’insegna dell’Open Power

Dopo Google, Facebook, Lenovo, Tim, Saipem, anche il colosso dell’energia Enel cambia logo e affronta la sfida del rebranding. Un cambio look grafico che si accompagna a un nuovo sito e, prima di tutto, a una rinnovata apertura all’innovazione che coinvolge l’intero brand e lo inserisce appieno nella filosofia Open Power.

Ma andiamo a vedere Quando e Perché si sceglie la strada del rebranding?

Il rebranding è quel processo di trasformazione, totale o parziale, in base al quale un brand viene ri-progettato. Dall’aspetto del logo al nome, fino alla completa identità e struttura dell’azienda.

Il cambiamento e l’innovazione sono alla base della crescita e del miglioramento, questo è indiscusso. Ma vale anche per qualcosa di stabile e “sicuro” nell’immagine mentale dei consumatori come il logo? Con i giusti presupposti e i giusti obiettivi . Andiamo a vedere quali.

Visione futura dell’azienda. 

Alla base di questa operazione ci devono essere motivazioni interne all’azienda, e non solo stimoli esterni. Deve essere una scelta dettata dalla necessità di comunicare una nuova visione del futuro dell’azienda, e nel caso di Enel si tratta di un cambiamento interno dettato da una visione più innovativa e aperta alle nuove opportunità, prima fra tutte il digitale. È proprio l’apertura la chiave di volta del nuovo approccio strategico e operativo. Perché la prima delle 3 fasi di questo rebranding è proprio l’Open Power, una filosofia che prevede di aprirsi a più persone, a più partner, a nuovi utilizzi e a nuove tecnologie. Filosofia che è alla base delle altre due fasi, quella dell’identità visiva e quella digitale.

I prodotti
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In virtù della strategia descritta, in questo articolo si parla di

Il cambiamento e l’innovazione sono alla base della crescita e del miglioramento

Individuare il valore del brand. 

Quanto è riconoscibile il brand? Quali sono i valori associati ad esso? Che cosa evoca e qual è l’impatto che hanno i colori, le immagini e tutte le sue componenti? Enel, con un team dedicato di creativi ed esperti di marketing, ha fatto il punto della situazione e ha individuato quali valori e quali “sentiment” non erano evocati. Non abbastanza. Ed è proprio dopo questa valutazione che si è arrivati al concept del cursore come elemento chiave del nuovo logo, per rappresentare il punto di avvio di una scia colorata che con il suo movimento disegna. Un logo che diventa simbolo di dinamicità flessibilità, principi chiave della nuova strategia Open Power

Coinvolgere nel processo l’intera struttura aziendale. Un processo rivoluzionario come questo non può prescindere da nessuna delle parti in gioco. Tutti i rami dell’azienda, i partner e tutti gli altri stakeholder devono essere coinvolti, e nel caso di Enel la sua nuova vision sembra non voler escludere proprio nessuno, guardando ad un ambiente più favorevole e più socialmente ed ecologicamente “responsible” per tutti. Un processo che non solo coinvolge l’intera struttura aziendale, ma che conta di coinvolgere nuove parti, nuovi soci, nuove controllate e nuove startup.

Comunicare la nuova identità.

La fase finale, e decisiva, diventa quella della comunicazione della nuova identità. Ed è per questo che non solo Enel cambia logo, ma si presenta con una nuova strategia digitale. Strategia che diventa fondamentale, con un nuovo sito ripensato in un’ottica user-centered, progettato mobile-first e ispirato allo storytelling per raccontare persone, luoghi e tecnologie che hanno segnato il successo dell’azienda.

Insomma i presupposti sembrano esserci tutti e gli obiettivi sembrano ben chiari. Sentiremo la mancanza dell’albero pittogrammatico o ci abitueremo presto a questa nuova visual identity digitale?

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