Il ritorno alla ruralità, l’innovazione ricerca la tradizione

Innovazione e Tradizione: mai più rivali

È vero, nella concezione comune sono considerate due facce della stessa medaglia, due concetti opposti ma mai la teoria è stata così distante dalla verità.

La tradizione e l’innovazione non sono due visioni del mondo differenti, si possono addirittura considerare quasi imprescindibili l’una dall’altra.
Ogni tradizione prima di essere stata definita tale è stata necessariamente un’innovazione. Basta pensare alla stampa, al cattolicesimo, ad Internet.
Tradizione non è per forza “vecchio”, ma è imparare dal passato e prendere ciò che di buono è stato innovandone l’accesso e l’utilizzo.

Lo scenario attuale generale è quello forse di tante società globalizzate che sinora nell’innovazione si sono rapportate svestendosi di quell’identità culturale caratterizzante. Come se l’innovazione fosse la traduzione di una perdita di valori… perdita di tradizione.
C’è da dire, però, che negli ultimi anni ci sono stati diversi movimenti che – decisamente in controtendenza – stanno sostenendo tesi e attività concrete a supporto della preservazione delle culture impregnate di tradizione.

Innovazione non è soltanto “nuovo” ma è anche e sopratutto scoperta, passione, miglioramento e RITROVAMENTO.

La riscoperta della comunità e la consapevolezza di un nuovo modello sostenibile (economico, tecnologico e sociale) sono i nuovi riferimenti necessari per un cambiamento paradigmatico.

I prodotti
citati

In virtù della strategia descritta, in questo articolo si parla di

Innovazione non è soltanto “nuovo” ma è anche e sopratutto scoperta, passione, miglioramento e RITROVAMENTO.

Carlo Petrini – fondatore di slow food – sostiene in un’intervista:

[…] Colgo una tendenza già in atto, molto forte e diffusa in tutti i Paesi ed è quella del ritorno alla terra, alla manualità e alla costruzione di comunità reali e non virtuali, attorno al cibo e ai suoi valori, tanto quelli legati alla qualità ma soprattutto quelli legati all’economia, alla socialità, alla sostenibilità dei processi […].
Che ci sia una tendenza al ritrovamento di un riferimento comunitario e al desiderio di riabbracciare la terra lo confermano anche le tematiche fortemente ancorate all’esportazione dei prodotti tipici del settore food nell’Expo2015, l’evoluzione del concept delle smart cities che con la proposta di nuovi modelli sostenibili di urbanistica cittadina fondano la propria logistica nelle tradizioni locali, progetti come Rural Hub che testimoniano l’interesse nei confronti del ritorno alla tradizione attraverso l’innovazione che, creando luoghi (fisici e virtuali), mettono in connessione e consentono lo scambio e la condivisione tra persone, idee e progetti dell’innovazione sociale applicata alla ruralità.

Insomma, l’innovazione ricerca la tradizione.
Verrà un giorno in cui si ritornerà a chiedere passaggi per viaggiare, a coltivare piantine di basilico sul balcone, a mangiare cibi di un orto conosciuto e con la consapevolezza della storia del prodotto acquistato… Un giorno che l’innovazione potrà davvero migliorare la vita del futuro elogiandone il meglio del passato.

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