L’amore ai tempi dell’influencer marketing

Solo visibilità o anche ritorno economico?

Un brand creato ad hoc, 117 mila post targati #TheFerragnaz e 34 milioni di interazioni totali – il 96% dal solo Instagram – per il matrimonio più social che l’Italia abbia mai visto: quello tra la fashion blogger e influencer Chiara Ferragni e il rapper Fedez.

La potenza mediatica degli influencer, la Ferragni in particolare, e la portata social dell’evento hanno soltanto confermato ciò è già noto: alcuni influencer riescono a raggiungere e coinvolgere un pubblico vastissimo al pari di uno show televisivo di successo, se non anche di più.

The Ferragnez - la portata del social wedding dell'anno
La portata social del matrimonio tra Chiara Ferragni e Fedez

Influencer marketing: quali vantaggi per i brand?


Alitalia
, Prada, Dior, Trudi, Lancome, M&M’s, Pringles, Versace: sono tantissimi i brand che hanno sponsorizzato quello che è stato definito l’evento dell’anno e che – a ragione – hanno fiutato il vantaggio che il social wedding dei Ferragnez avrebbe portato in termini di notorietà e visibilità.

In maniera diversa e con metriche diverse, tutti gli sponsor del matrimonio hanno registrato picchi di visibilità altissimi.

Per citare il più noto, scelto dalla blogger milanese per la realizzazione del proprio abito da sposa, Dior ha totalizzato 2 milioni di interazioni su Instagram che, secondo una stima di Launchmetrics, avrebbero un valore economico di circa 5 milioni di dollari.

I prodotti
citati

In virtù della strategia descritta, in questo articolo si parla di


Un’azione di promozione non è una strategia di marketing

Visibilità… e poi?

Sono innegabili i vantaggi che anche un singolo post di un noto influencer possa portare ad un brand. Ma basta questo per realizzare una strategia di successo?

Spesso si fa confusione tra “azione” e “strategia”. Le singole azioni promozionali possono di certo portare dei picchi di notorietà e scolpire il posizionamento di un brand, ma ciò basta per determinare il successo di un brand? E soprattutto, queste operazioni possono determinare un altrettanto risultato ottimale anche per brand meno noti?

Di certo l’influencer marketing non basta a rispondere alle necessità di business delle aziende e, in taluni casi, può determinare anche un impoverimento della dimensione strategica se la pianificazione non prevede una chiara definizione dei canali ed una coerenza di fondo con lo storico di un brand.

Un’azione di promozione non è una strategia di marketing.

Realizzare strategie di successo, con ritorni economici costanti nel tempo, significa analizzare il proprio target, studiare il proprio mercato, capire dove si è, dove si vuole arrivare e valutare quali sono le migliori strade da percorrere. E quasi mai basta imboccarne una per arrivare subito alla meta.

Per far si che l’influencer marketing porti risultati concreti, quindi, è necessaria una strategia che inglobi più azioni.

Sempre di più, anche noi strutturiamo piani strategici che prevedono attività di influencer marketing perché, integrati in una dimensione strutturata, rappresentano una ricca leva per l’aumento della portata.

Quindi si, l’influencer marketing oggi rappresenta l’azione marketing che può offrire le maggiori occasioni di crescita ma solo se è parte integrante di una strategia capace di “giocarsi” al meglio la carta della visibilità.

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