Startup innovative, il panorama italiano attuale

Le startup italiane nel 2015

Quando si parla di startup sembra che il successo sia alla portata di tutti. Ma è davvero così?
Per trovare una risposta, andiamo ad analizzare i dati del terzo report trimestrale del 2015 sulle startup innovative elaborato dalla Camera di Commercio.

In Italia il numero è in crescita: a fine settembre le startup innovative iscritte al Registro delle imprese sono 4704. Un numero che rimane modesto ed insufficiente se contestualizzato in un’Europa in cui ci sono città come Londra, che ne conta 15000 all’anno solo nel settore tech, e Parigi, che ne conta 3000.

Un numero che rimane modesto anche se confrontato con il milione e mezzo di società di capitali italiane, contro cui rappresenta lo 0,31%.

A quali settori appartengono?

Sotto il profilo settoriale, il 72% di queste startup innovative fornisce servizi alle imprese, il 18% opera nell’industria e il 4% nel commercio. Di quelle che forniscono servizi alle imprese, prevalgono quelle che si occupano di produzione di software (il 30%), seguite da attività di ricerca e sviluppo (15%) e attività dei servizi d’informazione (8%).

Spiccano quelle a prevalenza giovanile (under 35), ben 1122, il 24% del totale. Una quota che in questo caso è quasi quattro volte quella delle società di capitali con prevalenza giovanile (il 6%). Se poi consideriamo quelle con presenza giovanile nella compagine societaria delle startup, la percentuale sale al 40%.

In quali regioni si distribuiscono?

In valore assoluto la Lombardia è la regione che ospita il numero maggiore, 1018, con la provincia di Milano che ne conta 680, seguita da Roma con 389, Torino con 246 e Napoli con 143 (il 3% del totale). La Campania figura come settima (dopo Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Veneto, Piemonte e Toscana) per numero di startup, contandone 273 (il 5,8% del totale). Un numero basso, ma in crescita. Una crescita che vale molto, considerando la sua “limitata” capacità finanziaria in confronto a regioni leader come la Lombardia.

I prodotti
citati

In virtù della strategia descritta, in questo articolo si parla di

Un panorama che non è desolato, ma che ha bisogno di fattori favorevoli per il suo sviluppo.

Quali sono i valori di produzione e l’utile?

Dopo aver visto la quantità, la tipologia e la distribuzione territoriale di queste startup, andiamo a concentrarci sulla loro qualità. Con riferimento ai bilanci del 2014, risulta che il valore della produzione medio è di poco più di 100 mila euro contro i più di 2 milioni delle società di capitale, per un valore della produzione totale di 350 mila euro per le startup contro il miliardo e mezzo delle società di capitale. Un andamento ancora lento, considerando che più della metà delle società, il 57%, risulta in perdita e il 43% in utile. Quella che prevale, dunque, è la quota percentuale di startup che registrano una perdita, con valori complessivi negativi anche del ROI (-0,12).

Cosa dicono i dati?

Dai dati emerge una fotografia del panorama italiano delle startup in cui, soprattutto da parte giovanile, c’è una grande volontà di innovare e di fare impresa. Una volontà che però si scontra con una realtà, quella italiana, in cui fare business con idee innovative è ancora molto difficile.

Un panorama che non è desolato, ma che ha bisogno di fattori favorevoli per il suo sviluppo.

Ma cos’è che manca per il decollo?

Mancano incentivi fiscali, investimenti privati, ma prima di tutto prontezza del sistema e una cultura imprenditoriale adeguata. Perché, da un lato, un’intuizione e un’idea vincenti non reggono se non accompagnate lungo il percorso aziendale da un forte modello di business scalabile e sostenibile. E perché dall’altro lato, quello del sistema, se a valle riscontriamo sempre una mancanza di risorse ed investimenti giusti, a monte c’è una mancanza latente di fiducia e propensione per l’innovazione nel mercato italiano.

In una cultura come la nostra, quella mediterranea, è proprio vero che il business si fa con bar e pizzerie? In un’Italia in cui l’innovazione per molti aspetti è ancora lontana, è proprio vero che sono premiati modelli di business che prevedono la coda lunga?

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Digital transformation?
Parliamone